Robert Mapplethorpe in mostra alla fondazione Forma

La fondazione Forma di Milano (Piazza Tito Lucrezio Caro, 1) presenta, fino al 9 Aprile 2012, una mostra personale del grande fotografo Robert Mapplethorpe, con scatti provenienti direttamente dalla Robert Mapplethorpe Foundation, il più grande archivio dedicato all’artista scomparso nel 1989.

Lucido testimone del panorama americano degli anni ’70 e ’80, Mapplethorpe fotografò gli esponenti della musica del periodo (soprattutto Patti Smith, che gli fu grande amica), ma anche e soprattutto la realtà omosessuale nei suoi molteplici aspetti, con numerosi scatti di nudo maschile che sono il suo genere stilistico più caratterizzante. In questa mostra esclusiva, unica in Italia, vengono presentati sia i nudi che i ritratti, ma ampio spazio è lasciato anche alla fotografia still life di nature morte, che Mapplethorpe intraprese con grande successo. Attraverso le immagini si potrà compiere un viaggio che ripercorre non solo la carriera e la vita privata di un grande artista, ma anche i mutamenti culturali dell’america beat, con i suoi miti e le sue stravaganze.

In questa pagina troverete i dettagli dell’evento.

For the images: © The Robert Mapplethorpe Foundation. Published under fair use principle.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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iMAG 2.0 – L’inizio di una nuova era

È stata dura, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Sono serviti diversi mesi, qualche sforzo, un po’ di ricerche per trovare un tema adatto che ci piacesse, ma finalmente possiamo annunciare con fierezza che il nuovo sito di iMAG è finalmente pronto!!!!!!

Avevamo annunciato che, con la rivisitazione grafica, avremmo anche cambiato il concept del nostro magazine. E in effetti è così, apporteremo delle modifiche graduali che lo renderanno più adatto ai tempi che corrono. La rivista sfogliabile online, abbinata alla sua versione cartacea, passerà da mezzo principale a costola secondaria del progetto iMAG, che mirerà da oggi in poi a trasformarsi in una vera e propria galleria virtuale per artisti amatoriali, oltre a proporre i consueti approfondimenti su tutti quei fotografi che invece operano nel campo da tempo. Un nuovo trampolino, dunque, per coloro che vorranno farsi conoscere attraverso il web, e al tempo stesso confrontarsi con altri giovani artigiani dell’immagine.

Le modalità di questa rivoluzione diverranno chiare pian piano. Per ora il sito si presenta in tutta la sua nuova e sfavillante veste grafica, riproponendo i vecchi articoli e inserendoli in un’architettura nuova, più completa. Nella homepage saranno ben visibili, al centro, quelli che ci piace chiamare “i nostri artisti“, ovvero coloro che si sono presentati al magazine con il proprio portfolio di lavori. Le notizie, gli eventi, e tutto quanto è inerente all’arte, è finito invece nella sezione “blog“, che vi fornirà una visione d’insieme del mondo artistico odierno. Come sempre, se vorrete partecipare, la pagina da cliccare è quella denominata “submissions“: per ora vige ancora il vecchio contratto di partecipazione, anche se presto lo aggiorneremo in modo da chiarire le possibilità offerte a coloro che vorranno spedirci le proprie immagini.

L’augurio è che questo rinnovamento possa piacervi e ci aiuti sempre più a crescere e a trovare fan. La nostra speranza è di riuscire, in questo modo, ad aggiornare con costanza il sito per fornirvi quasi quotidianamente degli spunti d’arte.

Nel salutarvi, vi ricordo che il sito è in beta testing, quindi se vorrete segnalarci qualsiasi errore saremo ben felici di porvi rimedio.

Grazie ancora per il vostro affetto, anche questo nuovo iMAG è per voi.

Buona lettura!

 

Andrea Palla

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Steve Jobs 1955-2011

Oggi, se me lo permettete, vorrei parlare della storia di un uomo che, in qualche modo, non ha paragoni. La storia di un innovatore, di un abile pubblicitario, di un sognatore e – perchè no – di una persona furba con una grande mente. Steve Jobs è morto, a soli 56 anni, e con lui si chiude un ciclo importante non solo per il mondo informatico, ma per la società intera. Se ne va così, in un silenzio atipico rispetto al clamore che sapeva suscitare ogni volta che saliva sul palco di Cupertino, e con la maestria di un prestigiatore scopriva le sue carte e i suoi trucchi, in uno spettacolo di novità che non poteva lasciare indifferenti.
Nato da un padre di origine siriana che lo aveva abbandonato molto piccolo (e chissà quanto si sarà pentito di aver disconosciuto un genio), Jobs crebbe nella Silicon Valley californiana, patria indiscussa dei geni informatici. Ma geni si nasce, non si diventa; e così la sua personalità forte e propositiva è forse più dono della natura che qualità associabile alla provenienza geografica.
Fondatore e poi rifondatore della Apple, la società che negli ultimi anni è riuscita a balzare al primo posto nelle quotazioni in borsa, superando nomi del calibro di Microsoft, Google, e addirittura la petrolifera Exxon Mobile, Steve Jobs non deve essere ricordato solo come l’inventore dell’iPhone, ma come un vero e proprio creatore di idee rivoluzionarie.
La sua avventura inizia nel 1976 quando, insieme a Steve Wozniak e Ronald Wayne, fonda la società della mela. Costretto a sfidare colossi come Microsoft e IBM, la Apple non riesce a imporsi nel mercato e rimane un’azienda di nicchia, ma Jobs da subito si dimostra pioniere dell’informatica, immaginando un mondo in cui tutti possano possedere un computer in casa. È la strada che apre al Personal Computer, resa possibile sia da IBM che da Apple stessa che nel 1984 inventa Macintosh, un sistema operativo che puntava tutto sulla semplicità d’uso e su un impatto grafico molto affascinante. Nel 1985 una crisi interna porta a molti licenziamenti, tra qui quello dello stesso Jobs che lascerà l’azienda da lui costruita per dedicarsi ad altri progetti. Fonda la Pixar, prima grande potenza dell’animazione digitale (poi acquistata dal colosso Disney), scrivendo una nuova pagina nell’intrattenimento filmico, e riuscendo a trasformare l’animazione in un gioco anche per grandi. Nel 1996 a seguito di un’acquisizione rientra in Apple, in un’azienda ormai sull’orlo del fallimento, priva di qualsiasi intuizione per tirarsi fuori dalla crisi. Ed è qui che Jobs diventa grande, superando se stesso: in pochi anni inventa con il suo staff i device più in voga del presente, modificando completamente l’industria informatica, musicale e telefonica. Il suo iMac ruba spazio all’onnipresente PC, diventando il computer prediletto dai giovani, in virtù della sua fruibilità. iPod e iTunes spazzano via walkman e lettori cd, in una rivoluzione che colpisce non solo i supporti musicali, ma la stessa industria di settore, modificando il modo in cui si distribuisce la musica. E infine iPhone apre la strada agli smartphone, trasformando i telefoni cellulari da apparati per la comunicazione a veri e propri computer portatili, virtualmente in grado di fare tutto.
La sua ultima sfida era incominciata un paio di anni fa con iPad, con l’idea che anche la lettura potesse essere portata su uno schermo digitale. Lascia il compito di proseguire questa sua tenace scalata al collega Tim Cook, abile stratega e uomo di marketing, ma forse privo di quell’eleganza e di quel guizzo vitale che contraddistingueva Jobs.
Che si appoggiasse il suo modo di lavorare o meno, è innegabile che la sua figura si ponga come una delle più importanti del secolo scorso, se non addirittura del giovane secolo presente, in virtù della sua incredibile capacità di trasformare oggetti in desideri, e di rendere la sua filosofia una vera e propria religione per schiere di appassionati. Oggi tutto il mondo gli rende omaggio, partendo dai suoi colleghi ed arrivando alla gente comune che adora incessantemente i suoi prodotti (e con loro l’uomo che li aveva ideati), senza tralasciare quella larga fetta di persone e aziende che erano stati i rivali di una vita (Bill Gates in primis), ma che come tutti non possono che inchinarsi al suo potere e al suo ricordo.
Per tutto questo, per essere stato pioniere e fautore di questa rivoluzione digitale, e per averci regalato un nuovo modo di interagire, gli saremo tutti riconoscenti. Oggi se ne va un mito e probabilmente un giorno qualcuno racconterà la sua storia. Nel frattempo noi tutti ci godremo la sua inventiva, giocando non solo con gli oggetti da lui creati e venduti, ma con tutti i prodotti di quelle aziende che – in maniera più o meno meritevole – avevano abbracciato il suo sogno.

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Pull and Bear SS 2011

Eccolo qua, il freschissimo video della stagione Primavera-Estate 2011 di Pull and Bear, che conferma ancora una volta la creatività alla base degli spot dell’azienda. Non vi fa venire voglia di una bella nuotata?

CREATIVE DIRECTION
Pull & Bear @ Communication & Marketing Department

VIDEO
Liam Gleeson @ Hidden Agency [www.hidden-agency.com]

MUSIC
UNKLE “Cut Me Loose feat. Gavin Clarke” (Gavin Clark, James Lavelle, Pablo Clements, James Griffith, Philip Sheppard) – ℗ & © 2008 Surrender All.

FASHION STYLIST
Alberto Murtra [www.albertomurtra.com] +
Pull & Bear @ Merchandising Department

MAKE UP & HAIR
Víctor Álvarez

PRODUCTION
Keep it Special! [www.keepitspecial.net]

MODELS
Mackenzie Weinmann @ Traffic BCN +
Amalie Hartman @ Traffic BCN
Elinor Jade @ Oui Management
Max Motta @ Ford Brasil +
Arthur Sales @ Soul Artist Management

© 2011 ITX Merken B.V. All rights reserved.

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“The kiss” di Matthew Brookes

Il fotografo inglese Matthew Brookes presenta il video The kiss, reinterpretazione in chiave fashion dell’amore romantico tra due giovani ragazzi parigini. Sulle dolci note di una canzone interpretata da Rufus Wainwright, la telecamera in bianco e nero segue il modello Hugo Sauzay mentre, con la modella che interpreta la fidanzata, si spostano per le vie del centro, lungo la Senna, e in un appartamento affacciato sui palazzi della capitale francese.

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iMAG in finale ai Blog Awards!

Non ho la minima idea di come sia successo, ma iMAG è stato candidato ai Macchianera Blog awards, i premi che ogni anno si propongono di scegliere i migliori blog italiani in diverse categorie.

Nel nostro caso, siamo ovviamente finiti all’interno della categoria “Miglior blog fotografico”.

Ora tocca a voi votare il più possibile per farci vincere il premio, utilizzando il form di votazione presente a questo indirizzo: http://blog.altervista.org/it/blogfest-2010-la-finale/

Avete tempo fino a Giovedì 23 Settembre!

Forza e coraggio, è velocissimo e non costa nulla!

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Alejandro: il nuovo video di Lady Gaga

Lady Gaga ha rilasciato pochi minuti fa il suo nuovo videoclip per la canzone “Alejandro”, ultimo singolo estratto dall’album “The fame monster”.

Frutto della collaborazione con il fotografo Steven Klein, il video è un concentrato di atmosfere gotiche e fashion di fortissimo impatto visivo. Klein è già collaboratore di Madonna, e le sue immagini sono apparse su decine di riviste prestigiose di moda e in campagne pubblicitarie dei più importanti marchi.

Da amanti dell’arte visuale non potevamo non pubblicare il videoclip in versione integrale. Godetevi i suoi oltre 8 minuti e magari fateci sapere cosa ne pensate…. Come considerate un cortometraggio del genere? Credete che il videoclip musicale possa essere una strada da percorrere da parte di altri fotografi e registi del calibro di Klein?

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Cottweiler A/W 2010/11

Quella di utilizzare cortometraggi di livello per presentare le nuove collezioni è diventata ormai un’abitudine consueta di molti brand più o meno noti. In questo caso, l’esordiente fashion label Cottweiler dei giovanissimi Matthew Dainty, 26, e Ben Cottrell, 24, ha deciso di affidarsi alla regista Sarah Chatfield per confezionare questo video di quattro minuti che illustra l’abbigliamento autunno/inverno 2010/’11 raccontando per immagini parte della sottocultura giovanile inglese, da cui i fondatori provengono. Il risultato è solo trasversalmente uno spot di moda; più forte e intenso è invece il retrogusto cinematografico che traspare da queste immagini rallentate e sapientemente montate.

Maggiori informazioni sul sito ufficiale http://www.cottweiler.com/

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Yann Perreau: L’amour se meurt

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Jónsi solista presenta “Go do”

Vi presentiamo il nuovo video di Jónsi, al secolo Jón Þor Birgisson, già leader del gruppo islandese Sigur Rós.

La canzone si intitola “Go do”, e fa parte del primo progetto solista del cantante, l’album “Go” in uscita il 5 Aprile 2010.

Il sito ufficiale http://jonsi.com/ spiega con queste parole lo spirito che anima questo disco:

go contains nine songs amassed from the large pool of songs written by jónsi during his many years with sigur rós. the album is sung in english and iceland, and was co-produced by jónsi, his partner alex somers and peter katis (the national, interpol).

when he began working on go, jónsi initially though he would be making a low-key, acoustic album until, as he says, “somewhere along the line, it just sort of exploded.” that explosion resulted in sheer aural fireworks. not a straight ahead pop record, nor rock, folk, ambient or electronic, it encompasses all of these to create an expansive musical palette that’s been brought to life by jónsi alongside a number of free-spirited collaborators.

chief among these is nico muhly, the philip glass protégé who is renowned for his work with björk, antony & the johnsons, bonnie “prince” billy and grizzly bear. muhly has arranged all the songs on go, bringing strings, brass and woodwind to dance playfully alongside his offbeat piano playing. add into the mix the percussive genius of samuli kosminen, whose original drumming powers many of the songs along, and you have a sonic landscape that bears little relation to anything else around today, yet explodes from the speakers with sheer happiness and wonder, wide-eyed and eager to be heard.

Qui il video:

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