L’adolescenza cruda di Larry Clark

  • Facebook
  • Twitter
  • Pinterest
  • Google Plus
  • Tumblr
  • Posterous
  • Instapaper
  • Delicious
  • Email
  • RSS
  • Print

Il fotografo e regista Larry Clark (al secolo Lawrence Donald Clark) ha sempre destato scalpore per il proprio modo di dipingere la realtà adolescenziale, fatta di alcool, droghe, sesso ed eccessi.

Nella sua carriera ha realizzato tre libri, il primo dei quali (Tulsa, 1971) è ancora oggi ricordato come l’opera che ha rivoluzionato la fotografia di reportage nei primi anni ‘70. Il fotografo, allora appena ventenne, intraprese un viaggio dal 1963 al 1971 insieme ad un gruppo di giovani sbandati di Tulsa, Oklahoma, sua città natale, per documentare in maniera cruda ma calibrata la loro vita al limite (la stessa che egli visse personalmente). Il risultato sono fotografie disturbanti, acide, terribilmente realistiche, costruite però in maniera lucida  e distaccata, che vanno a formare un reportage esistenziale che mai nessuno prima di allora aveva realizzato, tra nudità, pistole e siringhe in vena.

I suoi lavori successivi (Teenage Lust, 1983, A Perfect Childhood, 1992) introdussero l’uso del colore e rivelarono più marcatamente quelli che sarebbero stati i topoi tipici della sua filmografia più recente: l’adolescenza come ribellione e disincanto, la sessualità morbosa, la violenza ed il degrado, l’autodistruzione del corpo attraverso gli eccessi. I film Kids (1995) o Ken Park (2002) ne sono esempi lampanti, con i loro racconti senza filtri di adolescenti privi di valori, che buttano il proprio tempo in divertimenti oltre la legalità.

Ma in Clark non si assiste ad una lezione morale, né apparentemente al desiderio di produrre idee esterne all’immagine: egli si limita a definire, a narrare, a mostrare, lasciando allo spettatore la possibilità di decidere per conto proprio se accettare quelle istantanee oppure rifiutarle per l’angoscia che possono dare.

Non solo: in Clark non v’è distanza tra fotografo, attore e spettatore: come egli stesso affermò in un’intervista, il suo scopo è introdurre il fruitore d’immagine nel mondo della fotografia, farlo sentire parte di esso, regalare il brivido di quegli eccessi raccontati in maniera tanto approfondita o il gusto di quell’erotismo esplicito e palpabile. Per dare un’idea di questo, si prenda l’esempio del film corale Destricted del 2006, che mirava a mostrare il confine tra arte e sessualità, in cui Clark gira un segmento dove propone un provino fatto a due giovani attori: il provino prevede una lunga scena di sesso, in una sorta di filmino pornografico amatoriale; ma non c’è nei giovani alcun imbarazzo, nè al contrario sofisticata preparazione. Essi svolgono in completa normalità l’atto sessuale, mentre Clark li riprende limitandosi ad impartire qualche sporadico comando. Lo stesso voyeurismo si ha nel già citato Ken Park, dove un giovane prima uccide i nonni che lo ospitano in casa, e poi si masturba (con tanto di eiaculazione finale) davanti ad una partita di tennis femminile.

Molti denigrano l’arte di Larry Clark, considerandola volgare ed oscena; nell’America puritana, i suoi film vengono censurati o non proiettati (come accadde con Ken Park). È innegabile che sia un Artista atipico e disturbante, ma è altrettanto innegabile che le sue fotografie, osservate con occhi critici, rappresentano un esempio altissimo di come si possa conciliare la crudezza e la passione con la compostezza ed il rigore compositivo. Le foto, per quanto di tematica “amatoriale”, non lo sono affatto sul piano formale, dove invece dimostrano grande capacità e padronanza del mezzo. Al di là dei temi, dunque, Clark è stato ed è tuttora un fotografo di livello, che ha saputo ritagliarsi uno spazio atipico nell’arte contemporanea. Le sue fotografie sono esposte in molti musei, tra i quali Whitney Museum of American Art e Museum of Fine Arts di Boston.

For the images: © Larry Clark. Published under fair use principle.

  • Facebook
  • Twitter
  • Pinterest
  • Google Plus
  • Tumblr
  • Posterous
  • Instapaper
  • Delicious
  • Email
  • RSS
  • Print

Facebook comments:

comments

Leave A Comment

Attenzione!

Il copyright di tutto il materiale presente su questo sito appartiene ad iMAG ed ai suoi collaboratori. È severamente vietato qualsiasi uso non consentito delle immagini, dei testi, e di qualsivoglia altro elemento presente su questo sito e/o in uno qualsiasi dei numeri di iMAG.

Interessato a farti pubblicità tramite iMAG?

Su iMAG sono disponibili spazi pubblicitari, sia sul sito che sulla rivista. Se sei interessato ad acquistare uno di questi spazi, puoi inviare un'email a imag@altervista.org per saperne di più e visionare le proposte disponibili.